Uso non consigliato ai predisposti all’indignazione
Benvenuti (o no): il manuale di sopravvivenza per chi non vuole sentire altre stronzate
Benvenuti. O, quantomeno, ciao a chi avrà la decenza di sopportarmi per i prossimi cinque minuti.
La mia opinione è già in modalità imperativa: la prendo, la stampo e la butto fuori.
Se pensate di avere qualcosa da obiettare, fate un favore a entrambi: tenetela per voi.
Il dibattito? Scaduto.
Il confronto? Superato.
Non perché io abbia vinto la guerra delle idee (spoiler: non mi interessa vincerla) ma perché confrontarsi con chi si nutre esclusivamente di titoli, sottotitoli e indignazione preconfezionata è tempo perso.
Del resto, perché ragionare con la propria testa quando qualcuno può farlo al posto vostro, magari con una bella grafica, due opinionisti isterici e una musica drammatica sotto?
“L’ha detto la televisione”.
Certo. Una bella confezione di cazzate predisposte da chi muove i fili, poi ripetute da tutte le TV come pappagalli con il microfono.
“L’ho letto su internet”.
Meraviglioso. Internet è quel posto dove uno legge tre righe, guarda mezzo video e dopo cinque minuti spiega il mondo agli altri come se avesse appena finito un dottorato.
E ora abbiamo anche l’Intelligenza Artificiale: più veloce, più ordinata, più lucida e perfetta nel ripetere ciò che conviene a chi la addestra.
Un bel passo avanti, soprattutto per chi già prima faticava a distinguere un pensiero da un comunicato stampa.
Le immagini del blog, giusto per togliere ogni dubbio, sono create con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale.
Perché io posso anche avere opinioni discutibili, ma almeno ho il buon senso di sapere che non sono Picasso.
E francamente, considerando certe copertine che si vedono in giro, non è nemmeno detto che sia uno svantaggio.
Insomma, questo spazio nasce per questo: prendere certe palle per il bavero e sbatterle sul tavolo.Poi, se qualcuno si offende, pazienza: non ho aperto un centro benessere per sensibilità delicate.
Ho voglia di sputare (metaforicamente, tranquilli, potete togliere l’ombrello) su certe palle che girano: sulla disinformazione che profuma di “allarme”, sul conformismo travestito da criterio, sulle certezze vendute in confezione famiglia e su quella fastidiosa abitudine di chiamare “pensiero critico” il semplice ripetere quello che dice il branco giusto.
Perché lo faccio?
Perché mi diverte.
E, bonus non richiesto, non è affare vostro.
Se cercate pacificazione, carezze morali o opinioni politicamente corrette servite tiepide con contorno di buoni sentimenti, siete nel posto sbagliato.
Se invece vi va di leggere qualcuno che va al punto senza troppi inchini, restate pure: questo spazio è fatto apposta per scombinare certezze addormentate, disturbare il sonnellino collettivo e ricordare che ogni tanto si può anche ridere delle liturgie moderne senza chiedere permesso al comitato etico del lunedì mattina.
Se avete letto fin qui senza insultare lo schermo, complimenti: vi meritate un caffè.
Se invece lo avete insultato, va bene lo stesso.
Almeno per cinque minuti avete provato un’emozione vera.
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