Vedete nazisti ovunque, adesso anche nei Vichinghi (fatevi curare da uno bravo)

Anche i Vichinghi sono fascisti: il woke conquista la Norvegia

La storia è meravigliosa. La nazionale norvegese pubblica una foto promozionale in stile vichingo per il Mondiale e nel giro di pochi giorni qualcuno riesce a trasformare delle barche, delle tuniche e qualche richiamo alla tradizione nordica in una minaccia per la democrazia occidentale. La Vichinghi fascisti è ufficialmente diventata l’ultima frontiera del dibattito contemporaneo.

Nella foto incriminata i giocatori della Norvegia posano su una spiaggia con abiti ispirati alla tradizione vichinga. Sullo sfondo il mare, le imbarcazioni nordiche e una scritta che richiama apertamente Game of Thrones: “Norway is coming”.

Normale marketing sportivo? Celebrazione della propria storia? Orgoglio nazionale?

No.

Per una parte della stampa norvegese siamo già a un passo dall’invasione del Reich.

Dai Vichinghi ai nazisti in tre semplici mosse

Il percorso mentale è ormai collaudato.

Hai una tradizione storica?

Male.

Hai simboli culturali?

Peggio.

Sei orgoglioso della tua identità nazionale?

Apriti cielo.

Così alcuni commentatori hanno iniziato a definire l’estetica vichinga come “rozza”, “sciovinista”, “esclusiva” e naturalmente vicina all’estrema destra.

Perché oggi la regola è semplice: se qualcosa è tradizionale, maschile, nazionale o identitario, da qualche parte deve esserci sicuramente un fascista nascosto.

Magari dietro una barca.

O sotto un elmo.

Eliminare i Vichinghi dal calcio

La parte migliore arriva quando qualcuno propone addirittura di eliminare i Vichinghi dal calcio norvegese.

Pensate alla scena.

Per secoli la Norvegia è stata associata proprio ai Vichinghi. È come chiedere agli italiani di togliere il Colosseo dalle cartoline perché potrebbe risultare offensivo per chi non ama gli imperi.

Oppure vietare la pizza perché troppo italiana.

O abolire il presepe perché contiene riferimenti religiosi.

A questo punto aspettiamo con ansia la prossima campagna:

“Salviamo la Norvegia dai norvegesi”.

Le maglie fasciste che non sapevano di esserlo

Naturalmente non potevano mancare le accuse alle divise.

Secondo alcuni osservatori le maglie avrebbero addirittura richiami al linguaggio simbolico dell’estrema destra.

Probabilmente gli stessi esperti che riescono a individuare cellule neonaziste nei ricami delle tende, nelle decorazioni dei biscotti e nelle venature del parquet.

Nel dubbio, consigliamo di controllare anche i fiordi.

Non si sa mai.

La realtà contro la fantasia

Nel frattempo qualcuno ha provato a riportare il dibattito sulla Terra.

Hanna Geiran, responsabile nazionale per i beni culturali, ha spiegato che molti elementi richiamano semplicemente le decorazioni di Urnes, patrimonio UNESCO e parte fondamentale della cultura norvegese.

Tradotto: non c’entra nulla il fascismo.

Si tratta della storia della Norvegia.

Una spiegazione semplice, razionale e documentata.

Proprio per questo destinata a essere ignorata.

Ormai vedono fascisti ovunque

La sensazione è che il problema non siano più i simboli.

Il problema è chi li osserva.

Quando arrivi al punto di vedere il nazismo in una fotografia ispirata ai Vichinghi, forse non stai analizzando la realtà. Forse stai semplicemente proiettando le tue ossessioni su qualunque cosa ti capiti davanti.

E così eccoci nel 2026.

Un tempo i Vichinghi attraversavano gli oceani.

Oggi devono attraversare il filtro dei commentatori woke.

E a quanto pare la seconda impresa è molto più difficile.

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